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giovedì 23 maggio 2013

Poesie di Gianpaolo Traverso


Visione

Ampia visione
di cielo,
le nuvole vagano
vagabonde,
gonfie,
sopra il nostro
destino,
come una manciata
di azzurro mancato,
poi subito orge di fiori
dal balcone
sul vuoto.

di Gianpaolo Traverso

Poesie di Giovanni Battista Quinto


Bellezza prosperosa

Bellezza prosperosa
contagia in dolce,
inconsapevole turbamento...
l'animo immerso
in strabiliante poesia
di forme.
Magica armonia entra...
in cuor mio,
come viva e scintillante luce,
nel donare refrigerio
a questa bollente passione che
si tramuta in dolce e sensuale amore.
Vivo intensa espressione d'affetto,
sognando te,
tue generose abbondanze che
allietano il percorso arduo
di una vita vissuta per te.
  
di  Giovanni Battista Quinto 



Poesie di Emma Canova


Le mie labbra

Le mie labbra sulle tue labbra.
Hanno il colore di un campo di fiori,
il profumo dell'acqua che scorre
il suono del silenzio.

Anelo alle tue labbra, che sfiorano le mie
entrano in me i tuoi pensieri
a confondersi con i miei
a rincorrersi e a giocare insieme
fino a stendersi -nelle nostre labbra immersi.

Poesie di Vincenzo Corsaro


Già mi manchi

Sei appena andata via e già mi manchi. Questa stanza, prima era il
mio mondo con te, adesso sono solo quattro mura vuote come una prigione.
Questo vuoto mi lascia sempre un'eco lenta a svanire e il desiderio di
qualcosa che riempia questo spazio, te!
In questi momenti per non impazzire chiudo gli occhi e mi lascio
avvolgere dalla musica. Immergo la mia mente in un mare di
suoni, lascio scorrere i miei pensieri su dolci melodie,
il mio cuore è invaso da struggenti ritmi e canti, la mia
anima è inondata da una soave musicalità, mi lascio trasportare
dalle più belle note e danzo con loro, fino allo sfinimento, fino...
a quando ritornerai.

di Vincenzo Corsaro

Poesie di Giancarlo Modarelli


Parole di bellezza

Oggi a dir poco mi sento fortunato mi ricordo oggi di come ero ieri e,
a indebitarmi sono le parole.
Una donna mi calpesta e mi aspetta perche'
sono senza parole che sono attimi di bellezza.

di Giancarlo Modarelli




Tutta povera gente

La povera gente non si nasconde il coraggio nell'essenza.
Primogenito raggiunto nell'oscuro sentimento di una crescita spirituale.
Tutta povera gente che non si conosce i limiti d'appartenenza.
Nessun povero potra' mai donare per ricevere.
Senza ragione di preavviso e' lo spirito santo.

di Giancarlo Modarelli





La storia

Uccido la storia innata della realta' e dall'essere soli.
La storia e' nata per ricordare e per riordinare i pensieri.
Critico il presentimento rabioso lo stato confusionale per lo stupore che mi ha accolto senza spporto d'appartenenza.
Bello e' il paesaggio creato della vita.
Mai ho visto tutto e, come a dimenticar la storia dei contenuti.
Pre ambro l'ombra e l'albero verde profumato d'animazione.
Non conosco bene la ragione di ragionamento in tutto cio' che e' stato.

di  Giancarlo Modarelli 

L’arte Contemporanea

L'arte e' un gesto insignificante alla vita.
Un tributo al quadrato che non ha significato.
E' tutto un segno, un punto e una geometria che si dirama.
Un dipinto astratto che non conosce mai limiti d'appartenenza,
esso e' uno specchio che si riflette alla vita.
Niente di meno e, niente di piu' arte si potrebbe vendere.
Ogni limite nasce da un desiderio.
Si potrebbe considerare arte tutto cio' che ci appartiene e tutto cio' che nasce indefinito.
  
di Giancarlo Modarelli



mercoledì 8 maggio 2013

Poesie festa della mamma




“ Madre Mia ”

Pur se lontana sei,
o cara madre mia,
sii sempre certa
del mio profondo amore,
nel generarmi
tu mi donasti un cuore
o madre dolorosa
o dolce madre mia.
Come vorrei
il tuo dolor lenire
e le profonde rughe
accarezzare,
ma con ali tarpate
non si può volare
e tante verità
non si posson dire.
E in questo bel giorno
dedicato a te
regina, angelo,
madre e devota sposa
ti giunga un mio sorriso,
un bacio ed una rosa
per tutte le lacrime
che versasti per me.
Forse e poco, lo so,
non è gran cosa;
se potessi, o madre,
ti regalerei il paradiso.

Di Salvatore D`Aprano

Poesie festa della mamma





Il nostro faro

Mamma, la casa trabocca
ancora di te
ma tu te ne sei andata silenziosa
senza voltarti indietro,
sei volata sopra le nuvole
come una colomba santa.
Ti pensiamo colma
di un amore così grande:
tutti ci ha riempito il latte
del tuo cuore. I nipoti
ti baciavano come una madonna,
i figli erano incoronati
di bontà seminate
dai tuoi occhi buoni.
Faceva tanto freddo una volta
il pane pochino, le vesti cucite
insieme ai geloni…
Ma tu non ti lamentavi,
mai ti ho sentita inveire
alla vita, calunniare nessuno.
Sei stata una buona mamma
una brava sposa
anche quando il chiaro di luna
riempiva il piatto del suo condimento.

Arde il fuoco nel focolare,
baccano di galosce sotto la tavola,
polenta e latte caldo
terrine di verze appena tagliate,
sbatacchiare di cucchiai
di piatti, di sguardi pieni
d'amore. E prima di andare
a dormire, tutti a prendersi
la benedizione del Signore.

Di Luigina Bigon


Poesie per la festa della mamma






Frugando nella memoria


E ti ricordo
ancora bella
con lo chignon
ed un filo di perle
che adornavano i tuoi
lunghi  capelli
che ora paiono
decorati dal
bianco di nubi.
Lentamente gli anni
han  giocato col tempo
e son corsi via
senza che nessuno riuscisse
a fermarli.
Frugando nella memoria,
mescolando
presente e passato,
ti rivedo
giovane donna
su un’antica poltrona
mentre silenziosamente mi culli
e sottovoce  sussurri parole
che un giorno
avrei accolto nel cuore.

Di Eufemia Griffo

martedì 7 maggio 2013

Poesie per la Mamma





Solo vento

Alla finestra aperta,
sulla via,
la faccia triste
e gli occhi
di mamma mia.
Ti cerco ovunque,
ma tu non ci sei,
abbraccio Dora
ed i brividi di lei.
Quant’ho temuto in cuor
questo momento,
la vita umana, infine,
è solo vento,
che s’agita tra i sogni
e la speranza,
che anche la morte
sia un’illusione.
Il sole brilla
ai gerani
sul balcone.

Di Franco Pastore







Poesie dedicate alla Festa della mamma





Ora nel vento

Nell'oceano
Dei tuoi desideri repressi
Navigava il tuo credo di madre
Per istinto felina e protettiva.
“ Donna partorirai con gran dolore… “
e lo sapevi quando , per vocazione,
sentivi dentro al tuo ventre
ad ogni parto
i palpiti e gli spasmi
e tu stringevi i denti
senza un lamento piena d’emozione .
Poi ad uno ad uno , col passar  degli anni,
ti lasciarono sola per andare
in una terra dove il pane è duro
a fare i vu’ cumprà o gli accattoni
ma tu non lo sapevi.
Nell’ultimo sospiro li chiamasti
come un appello antico, una preghiera,
e in quel momento
non tutti li vedesti al capezzale.
Ora madre senza confini, senza più desideri
tu certamente ascolti
echi dei vu’ cumprà , di quei tuoi figli,
nel vento, nell’azzurro, nella pace
dei tuoi incomunicabili silenzi…

Luciano Somma







lunedì 29 ottobre 2012

Foglie gialle







Ma dove andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?

Il testamento di un albero







Un albero di un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
Lascio i fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semetti a voi.

Un povero Piumino








Il vecchio cacciatore con lo schioppo guarda
in aria e vede un usignolo
che gorgheggia un assòlo
tra i rami d'un pioppo:

La cecala d'oggi






Una Cecala, che pijava er fresco
all'ombra der grispigno e de l'ortica,
pe' da' la cojonella a 'na Formica
cantò 'sto ritornello romanesco:
 Fiore de pane,
io me la godo, canto e sto benone,
e invece tu fatichi come un cane.

La paura






So' coraggioso e forte!
disse un cavallo ar Mulo - e vado ar campo
pieno de fede, sverto come un lampo,
tutto contento de sfidà la morte!

mercoledì 3 ottobre 2012

Nella sua fiamma mortale






Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.
Assorta, pallida dolente, così disposta
contro le vecchie eliche del crepuscolo
che gira intorno a te.

Muta, amica mia,
sola nella solitudine di queste ore di morte
e piena della vita del fuoco,
pura ereditiera del giorno distrutto.

Ode al giorno felice







Questa volta
lasciate
che sia felice,
non è successo
nulla a nessuno,
non sono da
nessuna parte,
succede solo che
sono felice
fino all'ultimo
profondo angolino
del cuore.

martedì 2 ottobre 2012

Fanciulla snella e bruna







Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta,
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell'acqua.

Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo
dei tuoi neri capelli, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole come con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Il ramo rubato








Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Per il mio cuore basta il tuo petto






Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino al cielo,
ciò ch'era addormentato sulla tua anima. In te è l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada alle corolle.