giovedì 25 dicembre 2008

Pescatore


Pescatore



Sta seminudo sopra lo scoglio
un pescatore: contempla il sughero
fluttante su l'acqua verdastra;
gialla è la canna nel ciel turchino.
Curva la grossa testa, gli pendono
i magri stinchi su l'acqua; immobile
al sole feroce d'agosto
ei pare fuso nel bronzo antico.

Gabriele D’ Annunzio

La Neve


La neve

Scende la neve su la terra madre,
placidamente. E lei bianca riceve
la terra ne' suoi giusti ozi, da poi
che all'uomo copia di frutti ha partorito.
Guarda il bifolco splendere a' sudati
campi la neve, mentre siede al desco;
e a lui dal cuor la speme e dal bicchiere
sorride la primizia del vino.
Scendi con pace, o neve; e le radici
difendi e i germi, che daranno ancora
erba molta agli armenti, all'uomo il pane.
Scendi con pace, sì che, al novel tempo,
da te nutriti, lungo il pian ridesto,
corran qual greggia obbedienti i fiumi.

Gabriele D'Annunzio

Il Futuro


Il futuro


Il futuro, credetemi,
è un gran simpaticone,
regala sogni facili
a tutte le persone.
« Sarai certo promosso »
giura allo scolaretto.
« Avrai voti lodevoli,
vedrai, te lo prometto ».
Che gli costa promettere?
« Oh, caro ragioniere,
di cuore mi congratulo;
lei sarà cavaliere!».
« Lei che viaggia in filobus,
e suda e si dispera:
guiderà un'automobile
entro domani sera».
«Lei sogna di ..far tredici? »
Ma lo farà sicuro!
Compili il suo pronostico
ci penserà il futuro!
Sogni, promesse volano...
Ma poi cosa accadrà?
Che ognuno avrà il futuro
che si conquisterà.


Filastrocca di Gianni Rodari

L'Anno Nuovo


L'Anno Nuovo

Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.



filastrocca di Gianni Rodari

martedì 23 dicembre 2008

Il Fiore


Il fiore


Nessuna cosa è bella e gentile come un fiore.
Staccane uno dal tuo giardino e dallo alla tua
mamma, alla tua maestra, anche a un povero:
un fiore è bene accetto da tutti, è il regalo più dolce.
Esso meglio di qualunque cosa, meglio di un
oggetto raro e prezioso dirà la gentilezza del tuo
animo. Tutte le creature buone amano i fiori.

Marino Moretti

sabato 20 dicembre 2008

Consolazione


Consolazione


Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni: usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca; il volto è quasi un giglio.

Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancora per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.

Ancora qualche rosa è ne' rosai,
ancora qualche timida erba odora.

Ne l'abbandono il caro luogo ancora
sorriderà se tu sorriderai.

TI dirò come sia dolce Il sorriso
di certe cose che l'oblio afflisse
Che proversti tu se ti fiorisse
la terra sotto i piedi all'improvviso?

Tanto accadrà, benchè non sia d'aprile
Usciamo. Non coprirti il capo. È un lento,
sol di settembre; e ancora non vedo argento
su'l tuo capo, e la riga è ancor sottile.

Perché ti neghi con lo sguardo stanco?
La madre fa quel che il buon figlio vuole.
Bisogna che tu prenda un po' di sole,
un po' di sole su quel viso bianco.

Bisogna che tu sia forte; bisogna
che tu non pensi a le cattive cose...
Se noi andiamo verso quelle rose,
io parlo piano, l'anima tua sogna.

Gabriele D’Annuzio

Prendimi per mano


Prendimi per mano


Mammina, quante ,
dolci piccole stelle!
Ma le piante
sono come le belve
accovacciate! Un'ombra si muove
piano, piano.. .
Dove sei, mamma?
Prendimi per mano.
Un passo leggero
ci segue. Uno sconosciuto
muove le fronde...
Si nasconde come per farci spavento?
È il vento.
Non è vero, mammina?
È il vento.
Le stelle sembrano
lontane lontane...
Di là dalle stelle, che ci sarà
Mammina, prendimi per mano
Ugo Betti